La parola sanscrita Karma significa ‘azione’. Le azioni compiute da corpo, parola e mente, possono essere buone o cattive; le azioni buone generano conseguenze positive, mentre dalle azioni cattive si generano conseguenze negative. La legge del karma è quindi la legge di causa ed effetto: da un’azione si genera una reazione proporzionata alla prima.
Amore, affinità e relazioni secondo l’astrologia cinese/tibetana
Compatibilità di coppia e di relazione attraverso l’analisi dei Mewa, delle direzioni e degli elementi e dell’affinità tra i vari segni. Il corso si svolgerà in modo diretto e coinvolgente e risponderà anche a domande personali aiutando nella risoluzione dei problemi relazionali.
Amore, affinità e relazioni secondo l’astrologia cinese/tibetana - II incontro
Compatibilità di coppia e di relazione attraverso l’analisi dei Mewa, delle direzioni e degli elementi e dell’affinità tra i vari segni. Il corso si svolgerà in modo diretto e coinvolgente e risponderà anche a domande personali aiutando nella risoluzione dei problemi relazionali.
Tara Bianca rappresenta la compassione, la serenità e la cura. È raffigurata con occhi su mani, piedi e al centro della fronte che simboleggiano la sua capacità di vedere chi ha bisogno del Suo aiuto dovunque e in ogni momento. Con la mano destra, aperta in basso,
concede realizzazioni ai praticanti ed esaudisce i desideri dei devoti, mentre con la sinistra regge un fiore di loto simbolo della purezza. Questa meditazione è considerata una pratica per aumentare l’energia vitale e l’equilibrio emozionale. Attraverso la guida della voce del Lama riceviamo infinite benedizioni.
Il Reiki è il metodo di guarigione naturale, riscoperto in Giappone dal dott. Mikao Usui all’inizio del 1900. Le origini del Reiki pervengono dal Buddismo Tibetano, infatti, esiste una pratica chiamata “NgalSo Chawang Reiki”, che in questo momento è trasmessa da Lama Gangchen Rinpoche. La parola giapponese Reiki è composta di due aforismi: la parola REI che significa “aspetto universale” e la parola KI che riguarda “tutto ciò che si manifesta e vive”. Per cui il Reiki è un metodo che si occupa di riequilibrio energetico, fisico e mentale di chi lo pratica, ma soprattutto un percorso di crescita personale e di evoluzione spirituale. Reiki è dunque un “metodo” o una “tecnica” che permette di di canalizzare attraverso il nostro “sistema energetico sottile” l’Energia Universale e di trasmetterla attraverso il semplice contatto delle mani.
Il corso di primo livello, ci permette mediante le attivazioni di riaprire il nostro canale energetico e di collegarci con l’Energia Universale, ossia diventiamo un “canale” dove comincia a fluire l’Energia. In questo livello vengono insegnate le posizioni delle mani sia per l’autotrattamento che per il trattamento su altre persone. Comincia con il primo livello il nostro percorso di “crescita personale” che ci aiuta ad entrare in contatto con noi stessi e con il “tutto”.
Definizione di passato, presente e futuro secondo la filosofia buddhista.
La risorsa più preziosa che abbiamo è il tempo. Spesso lo sprechiamo cercando di rivivere il passato o di prevedere il futuro. Dobbiamo imparare a relazionarci meglio con il futuro essendo più presenti nel presente. «Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi è un dono, per questo si chiama “presente”» Tratto dal film Kung-fu Panda.
Il sogno, via di conoscenza e integrazione - I giornata
“I sogni non interpretati sono lettere non aperte” - Talmud
I saggi e i guaritori tradizionali di ogni popolo e continente hanno sempre sostenuto che il sogno è una via di conoscenza. Gli sciamani indotibetani affermano da millenni che l’uomo durante il sonno percepisce sensazioni che non avverte durante la veglia e che solo attraverso i sogni può giungere a certe conoscenze o intuizioni. I sogni mostrano le nostre potenzialità e le nostre risorse interiori: se ben compresi indicano sia i problemi e i conflitti da risolvere sia le soluzioni creative e innovative donandoci nuovi modi di essere, di vedere ed interpretare la realtà. In una parola aprono nuove piste, nuove visioni del mondo. Ci aiutano anche a comprendere e a integrare parti di noi, rifiutate o rimosse. Sono quindi fonte di ispirazione, integrazione e risoluzione dei nostri problemi.
Durante gli incontri previsti dal seminario, attraverso le antiche tecniche sciamaniche e alle moderne scuole di psicoterapia (Gestalt, Analisi transazionale, Programmazione neurolinguistica PNL) impareremo a comprendere il mondo dei nostri sogni. Ogni partecipante attraverso il racconto e la recitazione dei propri sogni imparerà a comprenderne il loro significato e messaggio profondo. Non si cercheranno e non si daranno interpretazioni psico-analitiche, ma il significato e il messaggio scaturirà dentro di noi come un fiore che sboccia ed effonde il suo profumo. Ciascuno imparerà a raccontare il proprio sogno, poi a riviviverlo come se stesse succedendo, qui ed ora; svilupperà poi i vari elementi del sogno e li farà parlare ed interagire fra loro. Alla fine si rappresenterà il sogno coinvolgendo di volta in volta gli altri partecipanti del corso. Ognuno imparerà così a dialogare con i propri sogni, scoprendo qual è il suo copione, il suo stile di vita, quali sono le sue maschere, le sue convinzioni, i suoi pregiudizi, e quali invece le sue risorse interiori spesso a lui sconosciute. Imparerà anche a ampliare i propri sogni creando e sviluppando nuovi soluzioni e nuovi orizzonti, sperimentando così nuovi modi di essere e di vivere, nuovi modi di affrontare le emozione e i problemi. Quello proposto è un seminario esperienziale in cui ogni partecipante troverà entro di sé l’interpretazione e il significato del proprio sogno.
Namgyelma (Ushnisha Vijaya) è una particolare emanazione di Buddha Vairociana. Insieme a Tara Bianca e ad Amitayus, è una delle tre divinità della longevità del pantheon buddhista. Attraverso la sua pratica è possibile eliminare gli ostacoli e ottenere una lunga vita e sana. Con la recitazione del suo mantra si possono inoltre purificare i risultati negativi che sono stati creati compiendo azioni dannose.
“I sogni non interpretati sono lettere non aperte” Talmud
I saggi e i guaritori tradizionali di ogni popolo e continente hanno sempre sostenuto che il sogno è una via di conoscenza. Gli sciamani indotibetani affermano da millenni che l’uomo durante il sonno percepisce sensazioni che non avverte durante la veglia e che solo attraverso i sogni può giungere a certe conoscenze o intuizioni. I sogni mostrano le nostre potenzialità e le nostre risorse interiori: se ben compresi indicano sia i problemi e i conflitti da risolvere sia le soluzioni creative e innovative donandoci nuovi modi di essere, di vedere ed interpretare la realtà. In una parola aprono nuove piste, nuove visioni del mondo. Ci aiutano anche a comprendere e a integrare parti di noi, rifiutate o rimosse. Sono quindi fonte di ispirazione, integrazione e risoluzione dei nostri problemi.
Durante gli incontri previsti dal seminario, attraverso le antiche tecniche sciamaniche e alle moderne scuole di psicoterapia (Gestalt, Analisi transazionale, Programmazione neurolinguistica PNL) impareremo a comprendere il mondo dei nostri sogni. Ogni partecipante attraverso il racconto e la recitazione dei propri sogni imparerà a comprenderne il loro significato e messaggio profondo. Non si cercheranno e non si daranno interpretazioni psico-analitiche, ma il significato e il messaggio scaturirà dentro di noi come un fiore che sboccia ed effonde il suo profumo. Ciascuno imparerà a raccontare il proprio sogno, poi a riviviverlo come se stesse succedendo, qui ed ora; svilupperà poi i vari elementi del sogno e li farà parlare ed interagire fra loro. Alla fine si rappresenterà il sogno coinvolgendo di volta in volta gli altri partecipanti del corso. Ognuno imparerà così a dialogare con i propri sogni, scoprendo qual è il suo copione, il suo stile di vita, quali sono le sue maschere, le sue convinzioni, i suoi pregiudizi, e quali invece le sue risorse interiori spesso a lui sconosciute. Imparerà anche a ampliare i propri sogni creando e sviluppando nuovi soluzioni e nuovi orizzonti, sperimentando così nuovi modi di essere e di vivere, nuovi modi di affrontare le emozione e i problemi. Quello proposto è un seminario esperienziale in cui ogni partecipante troverà entro di sé l’interpretazione e il significato del proprio sogno.
Un modo per conoscere meglio se stessi e il mondo nel quale viviamo
I lezione - Introduzione alla Filosofia Buddista secondo gli insegnamenti del Buddismo Tibetano:
• Chi è stato Buddha Shakyamuni e gli scopi dei suoi insegnamenti
• I principi, le quattro nobili verità
• L’importanza della spiritualità nella vita quotidiana
Dharma
Il termine sanscrito Dharma, in pali Dhamma, si riferisce a tutte le azioni o condotte positive che procurano benessere nella vita e benefici agli individui e al mondo. Dharma si riferisce anche ad ogni sistema di pensiero religioso, etico e filosofico volto al benessere di ciascuno. Tutte le pratiche spirituali, le discipline, le azioni e i rituali virtuosi sono considerati Dharma. Il termine Dharma è tradotto in Tibetano come Choè e significa semplicemente azione buona.
La pratica del Dharma
La pratica del Dharma non è semplicemente una comprensione puramente intellettuale del Dharma, né consiste semplicemente in rituali di devozione né in performance tradizionali. Nel Buddismo la pratica del Dharma viene classificata in molti diversi modi per avvicinarsi alla spiritualità e alla meditazione. Prima di tutto le quattro nobili verità: la comprensione della sofferenza, l’abbandono delle cause della sofferenza, l’ottenimento della cessazione della sofferenza e la realizzazione del sentiero. Le sofferenze sono di tre tipi: sofferenza dovuta al dolore, sofferenza dovuta al cambiamento, sofferenza dovuta alla condizione.
Le cause della sofferenza possono appartenere a due categorie, cioè il Karma e Klesha o oscurazioni mentali, che dettagliatamente si suddividono nei dodici anelli dell’origine interdipendente. La cessazione della sofferenza più avvenire ancora dentro il samsara o al di là del samsara. Il sentiero è diviso in Ottuplice Sentiero e Tre Addestramenti Superiori. Tutti questi devono esseri intrapresi come è insegnato. Il sentiero si suddivide anche nel sentiero dell’Ascoltatore, del Solitario e del Bodhisattva.
La seconda classificazione della pratica è conosciuta come le Tre Pratiche Principali: la Rinuncia, la Boddhicitta e la Saggezza. Vi sono anche la generazione della Bodhicitta e l’Intraprendere la Bodhicitta e le pratiche del Bodhisattva. Quest’ultime possiedono sei perfezioni o dieci perfezioni, che appartengono al sentiero Boddhisattva yana, anche conosciuto come i Cinque Sentieri del Bodhisattva: Accumulazione, Preparazione, Visione, Meditazione e Cessazione dell’Apprendimento.
Le pratiche si suddividono ulteriormente in due: l’Accumulazione dei Meriti e l’Accumulazione della Saggezza. Questi due aspetti della pratica sono come due ali, perderne una non permette al praticante di volare verso la liberazione dal samara o di superare le tre sofferenze e le due cause della sofferenza. Vi sono poi due principali categorie di pratiche nel modo buddista tibetano, conosciute come sutra yana e mantra yana o pratiche comuni ed esoteriche.
Le istruzioni Lam Rim, per quanto riguarda il modo di avvicinarsi a queste pratiche, definiscono tre tipologie di esseri: basilari, intermedi e superiori. Gli esseri basilari sono coloro che cercano principalmente delle rinascite in forme più elevate, gli esseri intermedi sono coloro che ricercano principalmente la liberazione dal samara e gli esseri superiori sono quelli che cercano la piena illuminazione per il bene di tutti gli esseri senzienti. Le pratiche sono rispettivamente: le Dieci Azione Virtuose, le Quattro Nobili Verità e la Bodhicitta e le Sei Perfezioni. Questo modo di suddividere in categorie mira a guidare gli esseri attraverso un processo graduale di intraprendere i sentieri che conducono alla piena illuminazione tenendo conto delle loro capacità, disposizioni e facoltà mentali.
Comunque tutte queste classificazioni delle pratiche non sono nient’altro che una maniera pacifica di come prendere la vita e dovrebbero essere considerate una modo sistematico di vivere, morire, reincarnarsi e anche di servire gli altri. La pratica del Dharma consiste in un Cuore Buono, nella Spiritualità e nella Meditazione, considerati parti integranti del samsara.
La pratica del Dharma è un mezzo per liberarsi dal samsara, ma è anche un modo di godere della vita e darle significato.
Nel corso del II livello, della durata di un giorno, viene data una sola attivazione e vengono insegnati tre “simboli”.
Il primo simbolo permette di richiamare l’energia. Il secondo simbolo permette di agire a livello “mentale” o meglio in profondità sia su se stessi che sugli altri. Il terzo simbolo serve per effettuare il trattamento di una persona o di una situazione a distanza. Le attivazioni vengono date durante un corso della durata di una giornata. Il “Master” ossia colui che trasmette l’attivazione, attraverso una semplice procedura riapre i canali energetici rimuovendo una serie di blocchi e mette in contatto l’Energia della persona (KI) con l’Energia Universale (REI). Quando una persona è attivata, iniziano quindi una serie di processi naturali di armonizzazione favorendo la crescita a diversi livelli. Il Reiki funziona subito, indipendentemente che ci crediamo o no e non ci abbandona mai.
Grande cerimonia di guarigione e purificazione Chab Trul
Si tratta di una cerimonia di guarigione che agisce al livello sottile attraverso il potere del mantra e delle preghiere.
Durante la cerimonia il Lama versa dell’acqua sul capo come simbolo di purificazione.
Questo è un rituale molto antico che viene praticato dai grandi lama guaritori per togliere interferenze e l’energie nefaste.
Riscoperta di recente dal mondo occidentale, la cura tradizionale tibetana è basata su un sistema olistico che agisce sul corpo e sulla psiche, ricorrendo esclusivamente a rimedi naturali e al potere della preghiera.
I Lama tibetani hanno ereditato le antiche tradizioni di questi rituali e le hanno conservate per secoli, integralmente, tanto da giungere sino ai nostri giorni.
È di grande beneficio partecipare a questa cerimonia anche per persone con tendenza alla depressione, all’irritabilità e con gravi squilibri. Naturalmente per chi è in perfetta forma può comunque ricevere le benedizioni per rafforzare il proprio livello energetico e dedicare l’energia positiva accumulata al beneficio di tutti gli esseri.
Si consiglia di portare un piccolo asciugamani.
II lezione - I quattro sigilli degli insegnamenti di Buddha
• La differenza tra praticare il buddismo e seguire la filosofia
• L’importanza di avere una filosofia di vita: dare una direzione interiore alla propria vita, facendo in modo che sia significativa
• I principi necessari per fare della filosofia buddista la propria filosofia di vita
III lezione - I tre veicoli e le quattro scuole di filosofia:
• Hinayana, Mahayana e Vajrayana. La differenza tra di loro
• Le quattro scuole di pensiero Buddista: Vaibhasica, Sautrantica, Cittamatra e Madhyamika
• Shi Lam Dre sum, la base, il sentiero e il risultato
Yamantaka è il trasformatore dei livelli esterno, interno e segreto della violenza che annienta la nostra energia vitale.
La pratica di Yamantaka ci aiuta a familiarizzarci con il processo della morte, aiutandoci a meditare sulla nostra morte individuale, ci regala l'opportunità di vincere la paura e la rabbia che essa
ci provoca. Attraverso la sua pratica, possiamo imparare a usare ogni momento della nostra vita in modo più significativo
e benefico per noi stessi e per gli altri.
Yamantaka ci offre la straordinaria possibilità di usare l'evento che maggiormente ci spaventa - la nostra morte personale - per la liberazione dalla sofferenza e dal samsara.
IV lezione - Il metodo, la Boddhichitta, la Mente di Illuminazione:
• Definizione della boddhicitta;
• La natura della mente di illuminazione;
• La Boddhichitta relativa e la Boddhichita assoluta;
• Le sette cause e risultato, per generare la Boddhichitta.
giovedì 12 maggio
Vesak Milano 2011 con Lama Gangchen Rinpoche, Lama Michel, Lama Lawang e i monaci tibetani
Il giorno del Vesak è celebrato da tutti i buddisti nel mondo come uno dei giorni più sacri dell’anno, nel quale sono commemorati la nascita, l’Illuminazione e il Parinirvana del Buddha storico, Gautama Siddharta.
È dunque con grande gioia che il mondo buddhista ha accolto la decisione delle Nazioni Unite di inserire questa data nel Calendario delle Ricorrenze Internazionali. In questo modo viene riconosciuto l’apporto del messaggio di Buddha per la realizzazione della pace universale, della non-violenza, della compassione e della tolleranza, valori significativi tanto nel presente quanto lo erano 2.500 anni or sono.
ore 11.00
Guru puja con i monaci tibetani
ore 17.00
Incontro interreligioso con i rappresentanti delle diverse religioni associate al FORUM DELLE RELIGIONI MILANO sul tema:
‘Come comprendere gli altri e relazionarsi con loro nella vita di tutti i giorni’.
ore 19.00
Cerimonia delle Sacre Reliquie di Buddha
Quest’anno, in occasione di questa giornata speciale,
Lama Gangchen oltre alla trasmissione del mantra di Buddha Shakyamuni, darà ad ognuno la possibilità di fare una richiesta speciale e di ricevere la benedizione personale o dedicata a qualcuno in particolare direttamente dalle Sacre Reliquie di Buddha.
ore 21.00
La serata proseguirà con la cena al Tashi Delek Space, via Marco Polo 4, in compagnia dei Venerabili Lama e del sacro Sangha.
(Per facilitare l’organizzazione e dare il vostro contributo, vi chiediamo gentilmente di prenotare entro lunedì 9 presso la segreteria del Centro)
Nella società moderna, grazie alla diffusione di immagini, parole e suoni attraverso la televisione, le riviste, il cinema, internet e i videogemes, il nostro cervello va incontro a sovraccarichi di registrazioni di immagini associate e parole e suoni. Questo fenomeno è nuovo dal momento che avviene su questo pianeta per la prima volta da almeno 12000 anni. Il fenomeno va quindi analizzato con cura dal momento che ha effetti sulla nostra mente e sulle nostre emozioni: effetti che spesso non sono positivi. Inoltre questa nuova situazione ci familiarizza con comportamenti ed emozioni che dal punto di vista karmico lasciano impronte che non devono assolutamente essere sottovalutate.
Programma:
Mattino dalle ore 10:30 alle ore 13:00
1-Premessa sulla funzione e potere della parola
2-In che modo suoni, parole e immagini vengono registrati dal cervello
3-L’immagine mentale porta con sé anche le emozioni che suoni parole e immagini hanno suscitato
Pomeriggio dalle 14:30 alle ore 18:00
4-La familiarizzazione con le immagini registrate dal cervello
5-Come questa familiarizzazione agisce sulla visione corretta o scorretta della realtà
6-Come riconquistare la libertà della mente
Ai partecipanti del corso verrà consegnato una dispensa, un cd e un attestato di fine corso.
Il Reiki è il metodo di guarigione naturale, riscoperto in Giappone dal dott. Mikao Usui all’inizio del 1900. Le origini del Reiki pervengono dal Buddismo Tibetano, infatti, esiste una pratica chiamata “NgalSo Chawang Reiki”, che in questo momento è trasmessa da Lama Gangchen Rinpoche. La parola giapponese Reiki è composta di due aforismi: la parola REI che significa “aspetto universale” e la parola KI che riguarda “tutto ciò che si manifesta e vive”. Per cui il Reiki è un metodo che si occupa di riequilibrio energetico, fisico e mentale di chi lo pratica, ma soprattutto un percorso di crescita personale e di evoluzione spirituale. Reiki è dunque un “metodo” o una “tecnica” che permette di di canalizzare attraverso il nostro “sistema energetico sottile” l’Energia Universale e di trasmetterla attraverso il semplice contatto delle mani.
Il corso di primo livello, ci permette mediante le attivazioni di riaprire il nostro canale energetico e di collegarci con l’Energia Universale, ossia diventiamo un “canale” dove comincia a fluire l’Energia. In questo livello vengono insegnate le posizioni delle mani.
Metodo per creare il corpo e l’energia pura di luce e nettare invocando l’Assemblea Segreta di Guyasamaja.
Questa pratica oltre ad essere utile nella vita quotidiana ci insegna a mettere in equilibrio gli elementi interni. Essere malati o stanchi è indice che uno o più elementi interni sovrastano gli altri, causando blocchi, impurità, influenze negative e malattie. Ricreando il processo della morte, dello stadio intermedio e della rinascita, abituiamo la mente a questo importante passaggio che ci permetterà di affrontare una morte positiva, pacifica e tranquilla.
Gli esercizi dello yoga tibetano (Trulkor) apportano ottimi benefici a livello fisico, autandoci a sviluppare forza e armonia, lavorando a livello sottile, liberando e ripulendo chakra e canali e preparando alla meditazione.
In Tibet sono molte le tradizioni di trulkor. Quelli insegnati durante il corso, appartengono al lignaggio diretto di Lama Gangchen Rinpoche, e sono collegati ai cinque supremi guaritori.
Esercizi fisici, respirazione, visualizzazioni e meditazione, avvengono contemporaneamente. Il tulkor può essere definito l’autoguarigione NgalSo in movimento.
Rosanna Torrella è discepola di Lama Gangchen Rinpoche da più di dodici anni. Vive a Genova dove tiene settimanalmente un gruppo di Autoguarigione NgalSo e altre iniziative. Lavora come terapista applicando diverse tecniche, quali: shiatsu, shintai, craniosacrale, reiki chawang NgalSo. Ha praticato per molti anni hata-yoga e da sette anni i trulkor dell’Autoguarigione NgalSo di Lama Gangchen Rinpoche.
Nel corso del II livello, della durata di un giorno, viene data una sola attivazione e vengono insegnati tre “simboli”.
Il primo simbolo permette di richiamare l’energia. Il secondo simbolo permette di agire a livello “mentale” o meglio in profondità sia su se stessi che sugli altri. Il terzo simbolo serve per effettuare il trattamento di una persona o di una situazione a distanza. Le attivazioni vengono date durante un corso della durata di una giornata. Il “Master” ossia colui che trasmette l’attivazione, attraverso una semplice procedura riapre i canali energetici rimuovendo una serie di blocchi e mette in contatto l’Energia della persona (KI) con l’Energia Universale (REI). Quando una persona è attivata, iniziano quindi una serie di processi naturali di armonizzazione favorendo la crescita a diversi livelli. Il Reiki funziona subito, indipendentemente che ci crediamo o no e non ci abbandona mai.
V lezione - Conoscere la mente:
• la divisione della mente, le coscienze corrette e sbagliate;
• i cognitori validi, diretto e inferenziale;
• i 51 fattori mentali.
martedì 5 luglio
18:00
Puja di lunga vita dei nostri Maestri dedicata in particolare ai compleanni di Lama Gangchen Rinpoche e Lama Michel Rinpoche.
La serata prosegue con i festeggiamenti e la cena offerta dal Sangha del Kunpen Lama Gangchen.
Per aiutarci a soddisfare tutti, vi preghiamo di prenotare in anticipo!
In occasione della riapertura del centro dopo la pausa estiva, Lama Gangchen Rinpoche conferirà l'iniziazione di Autoguarigione NgalSo. Il metodo dell'Autoguarigione è un vero e proprio dono che Lama Gangchen ha fatto al mondo occidentale e da anni è la pratica principale che si svolge al Kunpen. Questa preziosa pratica trae le sue origini dagli insegnamenti di Gautama Siddharta, il Buddha storico. È un metodo antico che Lama Gangchen ha ricevuto dai suoi maestri ed egli ci ha trasmesso adattandoli ai tempi moderni. La parola NgalSo è formata da due sillabe: Ngal, cioè l’aspetto negativo del mondo esterno e del mondo interno (malattie, stanchezza, inquinamento…) che deve essere purificato; So è l’aspetto positivo, cioè tutte le energie e le qualità positive da incrementare.
Con la costante pratica dell’Autoguarigione la nostra mente si tranquillizza e in questo modo possiamo riuscire a tenere a bada i nostri veleni mentali, come la rabbia, la gelosia, l’avversione, la paura ecc. Grazie alla meditazione si riesce a sviluppare una maggiore chiarezza mentale. Meditare significa familiarizzare con qualcosa di positivo modellando la propria mente senza cercare di cambiare il mondo esterno.
Nel corso del II livello, della durata di un giorno, viene data una sola attivazione e vengono insegnati tre “simboli”. Il primo simbolo permette di richiamare l’energia. Il secondo simbolo permette di agire a livello “mentale” o meglio in profondità sia su se stessi che sugli altri. Il terzo simbolo serve per effettuare il trattamento di una persona o di una situazione a distanza. Le attivazioni vengono date durante un corso della durata di una giornata. Il “Master” ossia colui che trasmette l’attivazione, attraverso una semplice procedura riapre i canali energetici rimuovendo una serie di blocchi e mette in contatto l’Energia della persona (KI) con l’Energia Universale (REI). Quando una persona è attivata, iniziano quindi una serie di processi naturali di armonizzazione favorendo la crescita a diversi livelli. Il Reiki funziona subito, indipendentemente che ci crediamo o no e non ci abbandona mai.
La morte è un evento certo nella vita di ciascuno di noi, la nostra sola certezza: non vale dunque la pena fare tutto ciò che occorre per accettarla e familiarizzare con questo grande passaggio che tutti abbiamo già incontrato molte volte e che incontreremo ancora? Un evento solenne che incute rispetto, ma non deve incutere paura.
Prima lezione:
La logica della natura e la morte; l’uomo antico e l’uomo moderno di fronte alla morte.
Ai partecipanti verrà fornita una dispensa.
Nel 1995 Fernanda Tosco incontra Lama Gangchen Rimpoche e diviene sua discepola e praticante dei suoi insegnamenti.
Nel 1999 riceve da Lama Gangchen l’attestato come Educatrice alla pace interiore e nel mondo. Nel 2002 segue il corso di base di Medicina Tibetana col Dottor Dawa Tsering e consegue l’attestato di frequenza. Dal 2003 al 2009 partecipa regolarmente ai congressi della Società italiana di Cure palliative per ampliare le proprie conoscenza sulle problematiche connesse ai malati terminali e alla morte. Nella primavera 2004 completa un corso per l’accompagnamento alla morte dei malati terminali e inizia a svolgere questo tipo di volontariato.
Dal 1999 tiene corsi di educazione alla pace interiore, di educazione non formale, di accompagnamento spirituale laico alla morte, di tecniche di guarigione e di utilizzo spirituale del suono.
Con il nome di "cucina viva" si indica un metodo di preparazione degli alimenti che mantiene intatte le loro proprietà "vitali" tanto utili alla buona salute, senza trascurare buon gusto e piacere del palato.
Durante il corso verranno fornite le informazioni generali sulla cucina viva: chi l’ha scoperta e i suoi benefici, ma vi saranno anche dimostrazioni pratiche con la realizzazione di ricette originali e gustose, quali ad esempio: succo verde, latte di mandorle e pane degli Esseni... Ovviamente non mancherà la degustazione!
Alla fine del corso i partecipanti potranno richiedere una dispensa contenente tutte le informazioni fornite durante il seminario.
La morte è un evento certo nella vita di ciascuno di noi, la nostra sola certezza: non vale dunque la pena fare tutto ciò che occorre per accettarla e familiarizzare con questo grande passaggio che tutti abbiamo già incontrato molte volte e che incontreremo ancora? Un evento solenne che incute rispetto, ma non deve incutere paura.
Seconda lezione:
La morte oggi: morte naturale, morte medicalizzata o morte “artificiale”?
Il Reiki è il metodo di guarigione naturale, riscoperto in Giappone dal dott. Mikao Usui all’inizio del 1900. Le origini del Reiki pervengono dal Buddismo Tibetano, infatti, esiste una pratica chiamata “NgalSo Chawang Reiki”, che in questo momento è trasmessa da Lama Gangchen Rinpoche. La parola giapponese Reiki è composta di due aforismi: la parola REI che significa “aspetto universale” e la parola KI che riguarda “tutto ciò che si manifesta e vive”. Per cui il Reiki è un metodo che si occupa di riequilibrio energetico, fisico e mentale di chi lo pratica, ma soprattutto un percorso di crescita personale e di evoluzione spirituale. Reiki è dunque un “metodo” o una “tecnica” che permette di di canalizzare attraverso il nostro “sistema energetico sottile” l’Energia Universale e di trasmetterla attraverso il semplice contatto delle mani. Il corso di primo livello, ci permette mediante le attivazioni di riaprire il nostro canale energetico e di collegarci con l’Energia Universale, ossia diventiamo un “canale” dove comincia a fluire l’Energia. In questo livello vengono insegnate le posizioni delle mani sia per l’autotrattamento che per il trattamento su altre persone. Comincia con il primo livello il nostro percorso di “crescita personale” che ci aiuta ad entrare in contatto con noi stessi e con il “tutto”.
Iniziazione di Vajrayoghini: la danza di grande beatitudine
Vajrayohini è una divinità illuminata che fu emanata 2500 anni fa dal Buddha.
Ci insegna come ottenere l’Illuminazione purificando la nostra pura essenza femminile, la nostra natura di Dakini.
Questa pratica è particolarmente adatta per chi è divorato dal desiderio: è molto semplice, pur contenendo l’essenza di tutti i Tantra. Se praticata con sincerità, risolve anche i casi più difficili e conduce velocemente alla Terra Pura delle Dakini e alla Chiara Luce della Beatitudine. Durante l’iniziazione, sarà data una speciale benedizione a tutti i partecipanti con la sindura (la tradizionale polvere rossa che proviene da Sanku, in Nepal uno dei 24 posti sacri del mandala di Heruka e Vajrayoghini).
Un modo per conoscere meglio se stessi e il mondo nel quale viviamo
VI lezione: l'‘Io’ secondo le quattro scuole di pensiero, testo di Panchen Zangpo Tashi:
• i cinque aggregati
• la corretta visione del ‘io’
Dharma
Il termine sanscrito Dharma, in pali Dhamma, si riferisce a tutte le azioni o condotte positive che procurano benessere nella vita e benefici agli individui e al mondo. Dharma si riferisce anche ad ogni sistema di pensiero religioso, etico e filosofico volto al benessere di ciascuno. Tutte le pratiche spirituali, le discipline, le azioni e i rituali virtuosi sono considerati Dharma. Il termine Dharma è tradotto in Tibetano come Choè e significa semplicemente azione buona.
La pratica del Dharma
La pratica del Dharma non è semplicemente una comprensione puramente intellettuale del Dharma, né consiste semplicemente in rituali di devozione né in performance tradizionali. Nel Buddismo la pratica del Dharma viene classificata in molti diversi modi per avvicinarsi alla spiritualità e alla meditazione. Prima di tutto le quattro nobili verità: la comprensione della sofferenza, l’abbandono delle cause della sofferenza, l’ottenimento della cessazione della sofferenza e la realizzazione del sentiero. Le sofferenze sono di tre tipi: sofferenza dovuta al dolore, sofferenza dovuta al cambiamento, sofferenza dovuta alla condizione. Le cause della sofferenza possono appartenere a due categorie, cioè il Karma e Klesha o oscurazioni mentali, che dettagliatamente si suddividono nei dodici anelli dell’origine interdipendente. La cessazione della sofferenza più avvenire ancora dentro il samsara o al di là del samsara. Il sentiero è diviso in Ottuplice Sentiero e Tre Addestramenti Superiori. Tutti questi devono esseri intrapresi come è insegnato. Il sentiero si suddivide anche nel sentiero dell’Ascoltatore, del Solitario e del Bodhisattva.
La seconda classificazione della pratica è conosciuta come le Tre Pratiche Principali: la Rinuncia, la Boddhicitta e la Saggezza. Vi sono anche la generazione della Bodhicitta e l’Intraprendere la Bodhicitta e le pratiche del Bodhisattva. Quest’ultime possiedono sei perfezioni o dieci perfezioni, che appartengono al sentiero Boddhisattva yana, anche conosciuto come i Cinque Sentieri del Bodhisattva: Accumulazione, Preparazione, Visione, Meditazione e Cessazione dell’Apprendimento.
Le pratiche si suddividono ulteriormente in due: l’Accumulazione dei Meriti e l’Accumulazione della Saggezza. Questi due aspetti della pratica sono come due ali, perderne una non permette al praticante di volare verso la liberazione dal samara o di superare le tre sofferenze e le due cause della sofferenza. Vi sono poi due principali categorie di pratiche nel modo buddista tibetano, conosciute come sutra yana e mantra yana o pratiche comuni ed esoteriche.
Le istruzioni Lam Rim, per quanto riguarda il modo di avvicinarsi a queste pratiche, definiscono tre tipologie di esseri: basilari, intermedi e superiori. Gli esseri basilari sono coloro che cercano principalmente delle rinascite in forme più elevate, gli esseri intermedi sono coloro che ricercano principalmente la liberazione dal samara e gli esseri superiori sono quelli che cercano la piena illuminazione per il bene di tutti gli esseri senzienti. Le pratiche sono rispettivamente: le Dieci Azione Virtuose, le Quattro Nobili Verità e la Bodhicitta e le Sei Perfezioni. Questo modo di suddividere in categorie mira a guidare gli esseri attraverso un processo graduale di intraprendere i sentieri che conducono alla piena illuminazione tenendo conto delle loro capacità, disposizioni e facoltà mentali.
Comunque tutte queste classificazioni delle pratiche non sono nient’altro che una maniera pacifica di come prendere la vita e dovrebbero essere considerate una modo sistematico di vivere, morire, reincarnarsi e anche di servire gli altri. La pratica del Dharma consiste in un Cuore Buono, nella Spiritualità e nella Meditazione, considerati parti integranti del samsara.
La pratica del Dharma è un mezzo per liberarsi dal samsara, ma è anche un modo di godere della vita e darle significato.
Il Reiki è il metodo di guarigione naturale, riscoperto in Giappone dal dott. Mikao Usui all’inizio del 1900. Le origini del Reiki pervengono dal Buddismo Tibetano, infatti, esiste una pratica chiamata “NgalSo Chawang Reiki”, che in questo momento è trasmessa da Lama Gangchen Rinpoche. La parola giapponese Reiki è composta di due aforismi: la parola REI che significa “aspetto universale” e la parola KI che riguarda “tutto ciò che si manifesta e vive”. Per cui il Reiki è un metodo che si occupa di riequilibrio energetico, fisico e mentale di chi lo pratica, ma soprattutto un percorso di crescita personale e di evoluzione spirituale. Reiki è dunque un “metodo” o una “tecnica” che permette di di canalizzare attraverso il nostro “sistema energetico sottile” l’Energia Universale e di trasmetterla attraverso il semplice contatto delle mani. Il corso di primo livello, ci permette mediante le attivazioni di riaprire il nostro canale energetico e di collegarci con l’Energia Universale, ossia diventiamo un “canale” dove comincia a fluire l’Energia. In questo livello vengono insegnate le posizioni delle mani sia per l’autotrattamento che per il trattamento su altre persone. Comincia con il primo livello il nostro percorso di “crescita personale” che ci aiuta ad entrare in contatto con noi stessi e con il “tutto”.
Composto da 111 versi che contengono preziosi consigli riguardo la pratica della trasformazione della mente secondo il buddhismo mahayana. Questi metodi insegnano come possiamo trasformare
i nostri difetti mentali, il nostro egoismo
e attaccamento al proprio se, in amore, compassione e saggezza.
Sottolineiamo che l'evento, al quale siete tutti invitati, sarà ad ingresso libero.
Questa iniziativa a titolo gratuito intende essere , ci auguriamo, la prima di una lunga serie qualora, come in questo caso, ci fossero sponsorizzazioni da parte dei discepoli finalizzate all'obiettivo di diffondere gli insegnamenti ad un numero più elevato possibile di persone, così come auspicato dai nostri maestri! Siete tutti i benvenuti.
Un modo per conoscere meglio se stessi e il mondo nel quale viviamo
VII lezione: la corretta visione della realtà. La realtà convenzionale e la realtà ultima secondo le quattro scuole di pensiero. Testo di Panchen Zangpo Tashi parte 1:
• la visione di Nagarjuna, le due realtà sono della stessa natura.
Dharma
Il termine sanscrito Dharma, in pali Dhamma, si riferisce a tutte le azioni o condotte positive che procurano benessere nella vita e benefici agli individui e al mondo. Dharma si riferisce anche ad ogni sistema di pensiero religioso, etico e filosofico volto al benessere di ciascuno. Tutte le pratiche spirituali, le discipline, le azioni e i rituali virtuosi sono considerati Dharma. Il termine Dharma è tradotto in Tibetano come Choè e significa semplicemente azione buona.
La pratica del Dharma
La pratica del Dharma non è semplicemente una comprensione puramente intellettuale del Dharma, né consiste semplicemente in rituali di devozione né in performance tradizionali. Nel Buddismo la pratica del Dharma viene classificata in molti diversi modi per avvicinarsi alla spiritualità e alla meditazione. Prima di tutto le quattro nobili verità: la comprensione della sofferenza, l’abbandono delle cause della sofferenza, l’ottenimento della cessazione della sofferenza e la realizzazione del sentiero. Le sofferenze sono di tre tipi: sofferenza dovuta al dolore, sofferenza dovuta al cambiamento, sofferenza dovuta alla condizione. Le cause della sofferenza possono appartenere a due categorie, cioè il Karma e Klesha o oscurazioni mentali, che dettagliatamente si suddividono nei dodici anelli dell’origine interdipendente. La cessazione della sofferenza più avvenire ancora dentro il samsara o al di là del samsara. Il sentiero è diviso in Ottuplice Sentiero e Tre Addestramenti Superiori. Tutti questi devono esseri intrapresi come è insegnato. Il sentiero si suddivide anche nel sentiero dell’Ascoltatore, del Solitario e del Bodhisattva.
La seconda classificazione della pratica è conosciuta come le Tre Pratiche Principali: la Rinuncia, la Boddhicitta e la Saggezza. Vi sono anche la generazione della Bodhicitta e l’Intraprendere la Bodhicitta e le pratiche del Bodhisattva. Quest’ultime possiedono sei perfezioni o dieci perfezioni, che appartengono al sentiero Boddhisattva yana, anche conosciuto come i Cinque Sentieri del Bodhisattva: Accumulazione, Preparazione, Visione, Meditazione e Cessazione dell’Apprendimento.
Le pratiche si suddividono ulteriormente in due: l’Accumulazione dei Meriti e l’Accumulazione della Saggezza. Questi due aspetti della pratica sono come due ali, perderne una non permette al praticante di volare verso la liberazione dal samara o di superare le tre sofferenze e le due cause della sofferenza. Vi sono poi due principali categorie di pratiche nel modo buddista tibetano, conosciute come sutra yana e mantra yana o pratiche comuni ed esoteriche.
Le istruzioni Lam Rim, per quanto riguarda il modo di avvicinarsi a queste pratiche, definiscono tre tipologie di esseri: basilari, intermedi e superiori. Gli esseri basilari sono coloro che cercano principalmente delle rinascite in forme più elevate, gli esseri intermedi sono coloro che ricercano principalmente la liberazione dal samara e gli esseri superiori sono quelli che cercano la piena illuminazione per il bene di tutti gli esseri senzienti. Le pratiche sono rispettivamente: le Dieci Azione Virtuose, le Quattro Nobili Verità e la Bodhicitta e le Sei Perfezioni. Questo modo di suddividere in categorie mira a guidare gli esseri attraverso un processo graduale di intraprendere i sentieri che conducono alla piena illuminazione tenendo conto delle loro capacità, disposizioni e facoltà mentali.
Comunque tutte queste classificazioni delle pratiche non sono nient’altro che una maniera pacifica di come prendere la vita e dovrebbero essere considerate una modo sistematico di vivere, morire, reincarnarsi e anche di servire gli altri. La pratica del Dharma consiste in un Cuore Buono, nella Spiritualità e nella Meditazione, considerati parti integranti del samsara.
La pratica del Dharma è un mezzo per liberarsi dal samsara, ma è anche un modo di godere della vita e darle significato.
Ore 18.00 - Presso la nostra sala di meditazione ci sarà il consueto appuntamento con la pratica della Guru Puja dedicata al successo delle attività di diffusione del Dharma nel mondo.
Ore 20.00 - Cena di raccolta fondi a favore delle attività del Kunpen Lama Ganghen (quota per la cena 25 €). Per facilitare l’organizzazione è indispensabile prenotarsi presso la segreteria del centro entro lunedì 12 dicembre
Come ogni anno, durante la serata avrà luogo la lotteria di Natale a premi: i biglietti saranno messi in vendita presso la segreteria del Centro (euro 5).
Il programma dettagliato vi sarà inviato via e-mail.
Grazie a tutti voi per il vostro sostegno! Così facendo date al Kunpen Lama Gangchen la possibilità di diffondere gli insegnamenti di Pace di Buddha Shakiamuni.
Un modo per conoscere meglio se stessi e il mondo nel quale viviamo
VIII lezione: la corretta visione della realtà. La realtà convenzionale e la realtà ultima secondo le quattro scuole di pensiero. Testo di Panchen Zangpo Tashi parte 2:
• la definizione della vacuità
• l’oggetto di negazione secondo le quattro scuole di pensiero
• la corretta visione del ‘sè’ e dei ‘fenomeni’